Consulente SEO e digital PR.

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L’universo delle nuove professioni web

Quante volte vi è capitato di essere infastiditi da una telefonata pubblicitaria che interrompe la vostra cena? Sicuramente tante. E quante volte vi è accaduto di dare credito a quella telefonata, acquistando il prodotto o il servizio che vi stava presentando? Probabilmente mai! In effetti si tratta di una modalità di marketing che, sebbene ancora ampiamente diffusa, presenta caratteristiche di invasività e indiscrezione che possono addirittura risultare controproducenti.

Al giorno d’oggi notevoli sono le rivoluzioni che coinvolgono la sponsorizzazione online, e che determinano la nascita e l’affermazione di nuove figure lavorative, come quella del consulente SEO.

Si tratta di un professionista che nella maggior parte dei casi viene ingaggiato per procedere all’ottimizzazione di un sito web, il che consente a quest’ultimo di posizionarsi ai vertici dei motori di ricerca, come Google.

Quando si parla di ottimizzazione SEO ci si riferisce anche alla realizzazione di contenuti di qualità, cioè stilisticamente e tematicamente validi, accurati, originali, attrattivi, laddove per “stilisticamente” si intende non solo scritti senza errori grammaticali e ortografici, ma che presentino accuratezza nella scelta delle keyword, parole chiave, che devono essere long tail e a bassa competitività.

Cosa significa? Che, in base all’attenta analisi del sito in questione (qualora già presente e navigabile), e delle tematiche in esso contenute (ad esempio abbigliamento nel caso di un e-commerce di vestiario, piuttosto che cucina per un blog di ricette), il SEO Specialist individua il miglior trade off tra numero di ricerche mensili e la competitività (il tasso di concorrenza della parola chiave) così da individuare quelle più performanti.

Tuttavia, per quanti pensano che sia sufficiente questo genere di ricerca, beh, ci si sbaglia: uno dei rischio è il keyword stuffing (la ripetizione copiosa e a volte indiscriminata della stessa parola chiave nel corpo del testo), una tecnica a rischio penalizzazione, che “condanna” il testo all’ “inferno di Google” (un indice supplementare o secondario del motore di ricerca dove vengono relegate le pagine con articoli duplicati, povere di contenuti e prive di link in ingresso, che difficilmente verranno trovate dai potenziali utenti).

Dunque, se si vogliono evitare problemi di questo genere, è bene essere esperti di tecniche di ottimizzazione (che comprendono anche un efficace lavoro sul codice HTML, affinché la struttura del sito risulti chiara e ben definita attraverso l’utilizzo di meta tags, URL, tag e categorie), oppure optare per una consulenza SEO, capace anche di verificare le performance ottenute e la corretta visualizzazione del sito sui dispositivi mobile (ad esempio intervenendo appropriatamente su dimensioni e formato delle immagini, al fine di ridurre i tempi di caricamento).

Ma le funzioni di uno specialista in regole SEO non si conclude qui: se la maggior parte di voi sanno che per entrare nei locali della movida è bene all’ingresso fare il nome di uno PR che ci abbia invitato, pochi invece immaginano che questo professionista rivesta anche il ruolo di digital PR, cioè colui che promuove il sito o il blog attraverso campagne di marketing ad hoc, basate su contenuti e risorse condivisibili e di reale interesse per l’utente, spesso adoperando le potenzialità messe a disposizione dai social media.

YouTube, Facebook, Twitter e altre piattaforme online danno alle aziende la possibilità di esprimersi attraverso una pubblicità innovativa, che rifugge dalle tecniche stereotipate di cui si diceva in overture, e che passa anche per la capacità di interagire direttamente con i clienti, reali o potenziali che siano…